Stufa o camino, termostufa e termocamino.

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Il primo passo da compiere è capire quanto calore è necessario nell’abitazione per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria.
Com’è ovvio, non è possibile fornire cifre valide per tutti, essendo queste fortemente vincolate alla zona climatica, alla qualità e all’età dell’edificio dei sistemi di isolamento, alla stagione,ecc.. Per farsi un’idea, però, si consideri che, per quanto riguarda l’acqua calda sanitaria, in media la domanda annua è di circa 12,5 kwh per ogni mq.

Per quanto riguarda, invece, il fabbisogno relativo al riscaldamento degli ambienti, si può far riferimento alle certificazioni energetiche dell’edificio (APE).
Indicativamente, i valori medi di domanda annua di riscaldamento per gli edifici di vecchia costruzione si aggirano intorno ai 150 Kwh/mq, mentre per gli edifici di nuova costruzione in media i valori annui si aggirano intorno ai 50 Kwh/mq.

In genere, se la necessità primaria è quella di riscaldare un singolo locale, oppure una casa monofamiliare a basso consumo, allora la scelta potrà favorevolmente andare verso i caminetti a legna o le stufe a legna o pellet.

Se vi è anche la necessità di riscaldare altri ambienti diversi da quelli dov’è situato l’impianto (quindi le altre stanze dell’abitazione) ed eventualmente di provvedere anche al riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, allora si potrà scegliere l’installazione di un termocamino o di una termostufa.

Se, invece, i locali da riscaldare sono molteplici o se il fabbisogno energetico dell’abitazione è alto, allora sarà preferibile scegliere sistemi di riscaldamento con maggiore rendimento energetico, come le caldaie a pellet o a cippato con caricamento automatico.

Una volta appurata qual è la domanda termica dell’edificio, è opportuno valutare se la legna sarà il combustibile principale per la fornitura di riscaldamento dell’edificio, oppure se, al contrario, sarà una fonte accessoria da utilizzare insieme ad altre fonti (gas, fonti rinnovabili ecc).

In linea generale, se il legno non è l’unica fonte di riscaldamento, è più frequente l’utilizzo di camini e stufe, mentre se il legno è l’unica fonte per la produzione di riscaldamento, allora sarà opportuno scegliere sistemi più efficienti, come le caldaie a legna, a pellet o a cippato.

Nel primo caso, infatti, la scelta non sarà orientata tanto dall’efficienza energetica di questi sistemi, quanto dalla loro bellezza, e dal loro essere elementi di arredo, oltre che fonti di riscaldamento.
Nel secondo caso, invece, prevale l’interesse funzionale, cioè la necessità di produrre riscaldamento nel modo più efficiente, con meno sprechi e con il minor utilizzo possibile di combustibile.

Per fare un confronto in termini di efficienza energetica, si consideri che un camino aperto tradizionale ha un rendimento di circa il 15%, mentre una stufa a legna, a seconda della tipologia, varia tra il 15 e il 30%. Le cose cambiano con i sistemi di riscaldamento più moderni, ad esempio i termocamini ad aria o ad acqua, i quali presentano rendimenti fino all’80%.

Insomma, ad ogni casa, la sua tipologia di riscaldamento.